17
Febbraio
2017
CLARUS PRO a cura di S. Bertini

Simone Bertini ha testato per noi il nuovo auricolare elettronico di amplificazione e protezione dal rumore Clarus Pro, prodotto dalla Silynx e distribuito in esclusiva da noi.

 

Auricolari o cuffie?

La protezione delle orecchie e dell'apparato uditivo in genere è un aspetto importante. Basti pensare a chi frequenta i poligoni di tiro, dove i dispositivi di protezione individuali sono una regola imprescindibile per chi vuole cimentarsi nel tiro sportivo o accademico. Idem per tutti coloro che frequentano gli impianti di tiro a volo, dove la cuffia (elettronica o meno) o i tappi sono obbligatori. Ma non dobbiamo dimenticare il variegato popolo dei cacciatori, dove una cuffia può risultare di impaccio nei movimenti, a differenza di quanto avviene in pedana o al poligono con lo sparo indirizzato verso una direzione precisa o con minime rotazioni del collo e del capo. A caccia il tiro può essere estremamente variabile, con torsioni del cacciatore e imbracciature veloci che possono talvolta interferire con le cuffie indossate. Per non parlare poi delle variabili atmosferiche: se il tempo fosse umido, piovoso o con neve, il solo fatto di indossare le cuffie potrebbe arrecare fastidio, così come nel caso di porto di un berretto o qualsivoglia cappello.

Il Silynx Clarus Pro

Lo strumento che abbiamo in prova è un dispositivo avanzato; il marchio Silynx è azienda leader sul mercato militare per la produzione di auricolari elettronici universali di amplificazione e protezione dal rumore. Il Clarus é contenuto in una scatolina di plastica circolare con tappo a vite di colore grigio, dotata di O-ring per l'impermeabilizzazione del contenuto. Il dispositivo consta di un corpo metallico di colore nero costruito  come un binocolo in miniatura, due parti laterali cilindriche unite da un corpo centrale. In una delle parti cilindriche trova spazio la pila di alimentazione (una Ministilo alcalina tipo AAA da 1,5V) in grado di alimentare il Clarus Pro per circa 36 ore continuative di utilizzo; il comparto è chiuso da un tappo a vite con O-ring, trattenuto in situ da una piccola cordicella. L'altra porzione cilindrica ospita il pulsante di accensione/spegnimento, che permette di variare i livelli di amplificazione del suono ambientale. Sul corpo del dispositivo anche un'utilissima clip metallica, che consente di "ancorare" gli auricolari praticamente ovunque, laddove l'operatore ritiene più opportuno. Il cavo è sufficientemente lungo da non creare particolari problemi. Seguono poi i due cavetti veri e propri che terminano con gli auricolari: a questo punto è sufficiente scegliere i gommini interni della misura più idonea al nostro padiglione auricolare (ve ne sono diversi in dotazione, in diverse misure, ampiezza e colore). E' ovviamente fondamentale che l'auricolare sia perfettamente inserito all'interno del padiglione per facilitare l'operazione, si possono "modellare" fra il pollice e l'indice i gommini. Volendo, si può applicare un ulteriore accessorio in gomma (che va posizionato sulla parte terminale del cavetto) che che segue la curva dell'orecchio e fissa saldamente il dispositivo al padiglione sterno. Personalmente l'ho utilizzato un paio di volte, ma l'ho trovato ridondante per le mie esigenze. A completare gli accessori in dotazione che il cavetto di collegamento fra lo smartphone o una ricetrasmittente e il Clarus Pro, in modo da poter comunicare a mani libere (pulsante di risposta/termine chiamata posizionato alla fine del cavo principale, prima dell'inizio dei cavetti degli auricolari). Non manca un manualetto di istruzioni in inglese e una delle principali istruzioni in italiano.

Come funziona
Si accende tramite una pressione prolungata di qualche secondo sul pulsante di accensione/spegnimento: una voce in inglese recapiterà nelle orecchie il seguente messaggio "unit on" (acceso) o "unit off" (spento). Una volta in funzione (di default nella modalità di amplificazione media), ogni pressione successiva dello stesso pulsante ci informa sullo stato di amplificazione: "low" (basso), "medium" (medio), "high" (alto), "super normal hear-thru" (ancora più alto). Ogni pressione aumenta il livello di amplificazione  di 3 decibel: si parte da +3 db per il livello basso, +6 db per il livello medio, +9 db per il livello alto e +12 db per il livello super normal. L'ascolto di brani musicali da uno smartphone o da un lettore Mp3 è piuttosto semplice e intuitivo nel volgere di pochi secondi: premendo il pulsante centrale sul cavo due volte in rapida successione si avanza di un brano, premendo tre volte (sempre rapidamente) si torna indietro di uno. Naturalmente il Silynx Clarus Pro può essere utilizzato soltanto come valido strumento per la soppressione dei rumori, ma riteno che la possibilità di amplificazione del suono sia un plus da sfruttare assolutamente.
Sul campo

Ho colto al volo l'occasione per testare il Silynx Clarus Pro durante qualche uscita alle allodole. La "vestibilità" di Clarus Pro è ottima; ho sempre agganciato il dispositivo sui miei vestiti, avendo cura che i cavetti fossero in grado di consentire ampia libertà di movimento alla testa (per guardare il cielo in ogni direzione, ma senza intralciare l'imbracciata (anche rapida) del fucile. Il test vero e proprio è arrivato in un discreto giorno di passo. Il rumore secco della fucilata è completamente tagliato via, consentendo all'apparato uditivo una protezione eccellete. Parimenti ho trovato interessante il livello di amplificazione; riuscivo a sentire le allodole distintamente nel cielo, ben prima di vederle. Il cacciatore può quindi concentrarsi sulla caccia, avendo la percezione netta di quello che accade nei dintorni. Il Clarus Pro non si è mai impigliato nei vestiti; solo una volta mi è capitato di dover riposizionare gli auricolari per una leggera trazione esercitata sugli stessi che ne aveva provocato lo spostamento. Il livello a me più congeniale di amplificazione era il medio oppure l'alto, mentre il "super normal" lasciava percepire un poco di rumore di fondo che appariva come un leggero brusio nelle orecchie; non eccessivamente fastidioso, ma preferivo un livello di amplificazione più moderato. Anche il vento viene percepito come un ronzio e potrebbe infastidire. 

Fantastica durata della batteria

Grazie anche ad una fugace uscita mattutina a tordi, posso dire che lo "zip" acuto viene percepito in modo netto e chiaro e il Clarus Pro potrebbe risultare di ausilio anche per quei cacciatori che hanno difficoltà nell'udire il verso acuto del turdide. Ho testato il Clarus Pro  anche in un mio viaggio venatorio a Cipro. Neanche il tempo di indossarlo che subito ho udito  il verso delle pernici, da qualche parte sulle montagne. Un buon inizio, anche se l'utilità pratica è un poco scemata nel corso della giornata; dovendo attraversare numerose zone cespugliose, sovente i cavi degli auricolari si impigliavano nella vegetazione, costringendomi a riposizionarli. Il vento che spirava poi in modo piuttosto forte e costante, dava talvolta fastidio.

Tiriamo le somme

Il Silynx Clarus Pro appare un dispositivo di protezione auricolare e amplificazione del suono decisamente efficace; i suoi punti di forza si potrebbero riassumere in un'estrema semplicità d'uso, una grande autonomia, un peso ridotto (119 grammi), una compattezza notevole abbinata a una funzionalità egregia, nonché la possibilità di estendere l'utilizzo ad altri dispositivi (lettori musicali, smartphone, ricetrasmittenti). Tra le caratteristiche di spicco, le dimensioni ridotte (42x63x16 mm), lo spettro di frequenza (0-20.000 Hz), la protezione dell'udito (SNR 30 NNR 25 db), l'impermeabilità (IP67 1m/30min), l'ampio range di utilizzo (-30 / +55° C).